La ciclabile rimase troncata a mezzo da una frana un paio d'anni fa. Per capirsi, per chi fa la strada 325 della val Bisenzio, circa fra La Foresta/La Cartaia e La Briglia.
In questo momento l'unica alternativa (pericolosissima!) è percorrere la statale 325 per più di un Km, fra auto, pullman e camion.
Questa l'alternativa:
Un'opera di una decina di Km (considerando il solo tratto Centro di Prato - Vaiano), veramente bella da percorrere come poche ce ne sono dall'appennino in giù.
E' stata ricavata in gran parte sul percorso della ferrovia di servizio che servì ottant'anni fa per la costruzione dell'adiacente linea ferroviaria "direttissima" Firenze-Prato-Bologna, ha quindi anche un valore storico.
Non è per niente facila ripristinarla, ma lasciarla così tronca rende praticamente inutile tutto il resto... :-(
Si firma qui:
https://www.change.org/p/firma-per-ripristinare-la-pista-ciclabile-prato-vaiano
Foto: Fenomeni geotermici naturali ("fumarole") fra Sasso Pisano (PI) e MOnterotondo Marittimo (GR)
Visualizzazione post con etichetta ESCURSIONI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ESCURSIONI. Mostra tutti i post
lunedì 17 ottobre 2016
martedì 9 agosto 2016
dati e materiali per escursione a Capo d'Arno
Per arrivarci in auto:
Da Firenze/Rufina si va verso Dicomano e poi si gira per San Godenzo/Forli.
Dentro San Godenzo, ad un tornante, si tira a diritto per CASTAGNO D'ANDREA.
Un po' dopo Castagno d'Andrea la strada diventa sterrata ed arriva alla Fonte del Borbotto.
... e poi a piedi...
Lì (ma d'estate e fine settimana primaverili anche un po' prima: il parcheggio sarà affollatino) si lascia l'auto prende il sentiero 17.
Sono circa 200 m di dislivello in salita, prima di stradello (in leggera salita) e poi di facile mulattiera (che sale un po' più decisa).
Poi, una volta svalicati, piccola discesa su sentiero, che sbuca su stradello che si fa in leggera salita e poi in falsopiano fino poco sopra la sorgente. (il tempo di percorrenza da adulti è un'oretta).
Sono circa 200 m di dislivello in salita, prima di stradello (in leggera salita) e poi di facile mulattiera (che sale un po' più decisa).
Poi, una volta svalicati, piccola discesa su sentiero, che sbuca su stradello che si fa in leggera salita e poi in falsopiano fino poco sopra la sorgente. (il tempo di percorrenza da adulti è un'oretta).
Lungo lo stradello (sulla sinistra), poco prima che diventi mulattiera, c'è la Gorga Nera. La leggenda casentinese racconta vi sia nato il mostro Badalischio. «Più o meno il suo aspetto doveva essere il seguente: uno strano serpente, grande come un uomo, con occhi rossi in grado di paralizzare la malcapitata preda. Alcune leggende affermano che l'alito del badalischio sia estremamente velenoso, addirittura mortale. Il badalischio viene spesso raffigurato con una corona od un diadema, che a volte gli copre gli occhi. In altri casi viene descritto con ali cartilaginose e testa di uccello» (Wikipedia).
In tutti i casi, è uno dei pochi posti dove si trova una particolare specie di rana, la rana temporaria.
in allegato le carte e il kml del percorso (che si può caricare sul cell o tablet con oruxmaps o google earth).
dati e materiali per escursione a Capo d'Arno
Per arrivarci in auto:
Da Firenze/Rufina si va verso Dicomano e poi si gira per San Godenzo/Forli.
Dentro San Godenzo, ad un tornante, si tira a diritto per CASTAGNO D'ANDREA.
Un po' dopo Castagno d'Andrea la strada diventa sterrata ed arriva alla Fonte del Borbotto.
... e poi a piedi...
Lì (ma d'estate e fine settimana primaverili anche un po' prima: il parcheggio sarà affollatino) si lascia l'auto prende il sentiero 17.
Sono circa 200 m di dislivello in salita, prima di stradello (in leggera salita) e poi di facile mulattiera (che sale un po' più decisa).
Poi, una volta svalicati, piccola discesa su sentiero, che sbuca su stradello che si fa in leggera salita e poi in falsopiano fino poco sopra la sorgente. (il tempo di percorrenza da adulti è un'oretta).
Sono circa 200 m di dislivello in salita, prima di stradello (in leggera salita) e poi di facile mulattiera (che sale un po' più decisa).
Poi, una volta svalicati, piccola discesa su sentiero, che sbuca su stradello che si fa in leggera salita e poi in falsopiano fino poco sopra la sorgente. (il tempo di percorrenza da adulti è un'oretta).
Lungo lo stradello (sulla sinistra), poco prima che diventi mulattiera, c'è la Gorga Nera. La leggenda casentinese racconta vi sia nato il mostro Badalischio. «Più o meno il suo aspetto doveva essere il seguente: uno strano serpente, grande come un uomo, con occhi rossi in grado di paralizzare la malcapitata preda. Alcune leggende affermano che l'alito del badalischio sia estremamente velenoso, addirittura mortale. Il badalischio viene spesso raffigurato con una corona od un diadema, che a volte gli copre gli occhi. In altri casi viene descritto con ali cartilaginose e testa di uccello».
In tutti i casi, è uno dei pochi posti dove si trova una particolare specie di rana, la rana temporaria.
in allegato le carte e il kml del percorso (che si può caricare sul cell o tablet con oruxmaps o google earth).
https://drive.google.com/open?id=1GnosAVjtqHPJaxE_CmULOZK1C5c&usp=sharing
Iscriviti a:
Post (Atom)
